Danzare verso il teatro

DANZARE VERSO IL TEATRO

Quale studio della danza

I punti che verranno qui sotto delineati parlano di una struttura della lezione di danza e di principi generali che verranno sviluppati in termini di profondità e complessità, a seconda della valutazione dell’esperienza già acquisita dagli allievi.

Ma già dal primo appuntamento, la direzione sarà data dalla domanda che mi porrò, “chi ho di fronte”, quali “universi” sto incontrando, quali saranno gli stimoli più efficaci per stimolare una disposizione del corpo ad un ascolto dentro e fuori di sé. Useremo dunque tutti gli strumenti a disposizione, per aiutare l’allievo ad “abitare” la tecnica, ad acclimatarsi all’interno di essa; ad usarla come strumento di piacere espressivo, di conoscenza e di apertura, piuttosto che indossarla come corpo estraneo.

Tre sono i punti fondamentali attorno ai quali si articolano le lezioni.

Il primo punto è la dinamica, l’elemento strutturale a cui si dedicherà maggiore attenzione e, in modo più specifico, il ritmo. Il ritmo, principio ordinatore per eccellenza, è elemento conoscitivo di sé e del mondo, e la capacità di entrare in relazione col ritmo è condizione necessaria per una piena maturità espressiva

Il secondo punto è la tecnica di danza contemporanea a cui si fa maggior riferimento, la “release technique”, una tecnica che pone attenzione all’organicità del corpo, che favorisce una danza morbida, fluida, ma allo stesso tempo potente, libera nelle articolazioni, radicata alla terra, capace di raccogliere gli impulsi di quell’infinito patrimonio espressivo di cui ciascuno è provvisto.

Ed è proprio a questo patrimonio che si rivolgerà il nostro studio. Lo studio della tecnica prevede l’acquisizione di un linguaggio fatto di esercizi, frasi di movimento a terra o in piedi, sequenze più o meno complesse. Ma il materiale che si proporrà, ha per sua natura l’obbiettivo primario di “restituire” al corpo le sue dinamiche naturali, potenti, “organiche”. Restituirle o svelarle, a seconda della storia di ogni allievo, e portarle a consapevolezza.

Il corpo sarà disposto dunque ad un ascolto profondo, ad una libertà da strutture troppo costrittive o da muscoli contratti che chiudono spesso l’accesso all’energia individuale. Sarà disponibile e capace di incarnare quest’energia, liberando impulsi, “disegnando” forme e dinamiche personali.

Il terzo punto è il momento dedicato all’improvvisazione, fondamentale nel cammino di esplorazione, di conoscenza di sé e delle proprie risorse creative. Momento che culminerà diversificate composizioni coreografiche.

Si useranno per questo momento stimoli diversi, musica, oggetti, frasi verbali, canzoni. Per la voce si proporrà in questo percorso un approccio istintivo, (si rimanderà ad un secondo momento all’uso più consapevole della voce cantata o parlata nel movimento). Quando si useranno, alternati ad altri stimoli, la voce, il suono, il canto, le parole saranno strumenti rivolti all’interno del corpo per stimolare “la vivacità dinamica che produce la forma”.

I diversi stimoli aiuteranno gli allievi a misurarsi con alcuni elementi della sintassi di un “discorso” danzato, contribuendo, di rimando, in modo rilevante, al miglioramento delle proprie abilità tecniche.

Oretta Bizzarri

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